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React visto dallo sviluppatore front-end

24 Marzo 2023

React visto dallo sviluppatore front-end

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Una libreria che semplifica lo sviluppo, attorno alla quale ruota un ecosistema popolato e vivace: React è una tecnologia efficace e ricca di opportunità.

Uno sviluppatore affermato racconta perché scegliere React e come lavorarci

1) Apogeonline: Nel tuo libro viene subito spiegata la differenza tra libreria e framework. React è una libreria, apprendiamo. Potresti riassumere la differenza e il perché conta?

Alessandro Miliucci: Per realizzare applicazioni web è necessario gestire le interfacce, le richieste HTTP, lo stato dell’applicazione, la logica interna…

Un framework include già tutti gli strumenti per gestire la maggior parte di queste cose mentre React no, perché è solo una libreria per creare interfacce (UI, User Interface).

Quindi, usando React siamo liberi di scegliere il resto degli strumenti/librerie senza dover subire delle scelte già fatte dal framework.

Questa libertà, se da un lato delega allo sviluppatore maggiori responsabilità, dall’altro permette di realizzare applicazioni che rispettano le reali esigenze, usando solo lo stretto necessario.

Non tutti però sono d’accordo che questo sia un vantaggio 🙂.

2) Come cambia il modo di pensare al front-end quando ci si avvicina a React?

React ha reso popolare l’approccio basato sui componenti che semplifica e rende più naturale lo sviluppo del front-end.

Leggi anche: Sviluppo full stack: arrivare al front-end di una applicazione React

Usando questo metodo, l’interfaccia viene prima divisa in più parti separate, che rispecchiano proprio il modo in cui è stata disegnata, e solo dopo viene implementata la logica necessaria.

Questo approccio viene chiamato thinking in React.

3) Nel libro menzioni anche un grande aggiornamento che ha introdotto modifiche importanti e cambiato radicalmente l’approccio di React. La comunità ha seguito e si è adattata a questo cambiamento, oppure ora React è praticato da una nuova generazione di sviluppatori?

Nel 2019, con il rilascio degli hook, React ha subito un importante cambiamento e la comunità ha impiegato un po’ di tempo per metabolizzarlo.

A quattro anni di distanza possiamo affermare che tutti si sono ormai convertiti a questo nuovo meccanismo poiché è migliore e più potente del precedente.

4) qual è il più grande singolo vantaggio che trovi nell’uso di React?

Oltre la libertà che ci lascia, di cui abbiamo già parlato all’inizio, credo che il suo principale vantaggio sia questo suo approccio che potremmo definire minimalista.

Usando il solo concetto dei componenti è possibile creare interfacce molto complesse partendo da elementi molto semplici.

Questi elementi vengono poi messi insieme per comporre le viste delle applicazioni, e se realizzati correttamente possono anche essere riutilizzati in più progetti. Un grande risparmio di tempo e lavoro.

5) Le tecnologie di programmazione e sviluppo amano presentarsi come facilmente approcciabili e capaci di mettere qualcuno a realizzare progetti nel giro di poco tempo. Funziona anche per React? C’è rischio che una facilità iniziale causi delle complessità complessive superiori?

React è una tecnologia veramente semplice ma allo stesso tempo tutt’altro che banale.

Se non si investe abbastanza tempo nel padroneggiare le basi di React è facile ritrovarsi in difficoltà quando le applicazioni diventano più grandi e complesse.

Molti libri e corsi promettono di insegnare a realizzare applicazioni con React in poco tempo ma spesso tralasciano proprio le fondamenta…

6) Una libreria come React può rappresentare un vantaggio sia nel caso venga usata da pochi (c’è più spazio per emergere) sia che il numero degli utilizzatori sia elevato (più facile trovare esempi pronti, consigli, esperienza, corsi eccetera). Dove si situa React?

Nella grande battaglia per il front-end, React è, ad oggi, il vincitore assoluto in termini di popolarità.

Il numero di utilizzatori di React non ha mai smesso di crescere fin dal suo rilascio iniziale nel 2013.

Inoltre, oggi ci sono così tante altre tecnologie basate su React che la sua conoscenza è spesso data per scontata.

Questa diffusione e la libertà che lascia allo sviluppatore hanno causato una notevole diversità di opinioni su quale sia il modo migliore di lavorare con React. Se da un lato questo dibattito è molto stimolante, dall’altro crea un po’ di confusione a chi si approccia per la prima volta a React: la maggior parte delle tecnologie/linguaggi prevedono un solo modo corretto di risolvere un problema, in React ce ne sono almeno tre diversi.

7) Per avvicinarsi a React con successo occorre avere almeno qualche conoscenza di HTML, CSS e JavaScript. Esiste anche un percorso di perfezionamento? Qualche linguaggio, libreria, framework di cui può beneficiare una persona diventata fluente in React?

Una volta appreso React, si apre un numero virtualmente infinito di possibilità.

Diventa infatti possibile usare framework basati su React come Next.js, per realizzare moderne applicazioni full-stack, o React Native per creare applicazioni mobile multipiattaforma con prestazioni elevate.

Molte persone, dopo aver imparato React, iniziano anche un percorso con TypeScript poiché può essere molto utile in alcuni contesti.

È importante anche conoscere il funzionamento di alcune librerie molto diffuse nel mondo React, come Redux e react-router per citarne due.

8) Quanto hai impiegato per diventare uno sviluppatore affermato di React? Molto approssimativamente, è tanto o poco rispetto ad altre tecnologie simili?

Conosco React e ho scritto un libro su React, ma conosco anche persone molto più esperte di me sull’argomento 🙂.

React, di Alessandro Miliucci

Oggi una delle scelte più logiche per lo sviluppo del front-end di applicazioni web o native.

Nel mio caso mi sono ritrovato a lavorare in progetti React già esistenti e piuttosto grandi, quindi all’inizio ho avuto un po’ di difficoltà nel comprendere bene come questo funzionasse davvero.

Ho scritto questo volume cercando di spiegare React come avrei voluto che mi fosse stato spiegato fin dall’inizio, e spero di esserci riuscito.

Se spiegati correttamente, bastano poche ore per comprendere i fondamenti di React. Poi servono alcuni giorni per diventare pratici con questi.

Più si lavora con React e più velocemente lo si padroneggia: lavorando intensamente si può diventare molto produttivi nel giro di pochi mesi.

Da questo punto di vista l’esperienza pratica non si può sostituire con nulla, né prevede scorciatoie.

9) Quanto tempo impieghi per restare aggiornato e al passo con le novità di React?

React è in continua evoluzione ma i nuovi rilasci procedono ad un ritmo non elevato.

Inoltre, questi rilasci aggiungono nuove funzionalità senza mai modificare il comportamento di quelle esistenti.

Questa sua stabilità è anche una delle cause del suo successo.

L’ecosistema che gravita intorno a React si muove, invece, molto più velocemente: praticamente ogni giorno esce una nuova libreria che permette di fare qualcosa di nuovo con React, o che lo fa in modo diverso.

Stare al passo con tutte queste novità non è semplice, ma partecipare a conferenze e meetup semplifica il lavoro.

Io per esempio partecipo regolarmente a RomaJS, una community dedicata al mondo JavaScript.

10) Avresti un consiglio di base per chi prova una curiosità verso React e decide di apprenderlo?

Il consiglio principale che mi sento di dare è sperimentare il più possibile usando piccoli progetti personali.

In questo modo ci si ritrova in problemi sempre nuovi da risolvere, senza però la pressione di un progetto importante, e quindi si vive meglio l’esperienza dell’apprendimento.

Nel mio volume dedicato a React viene realizzata una singola applicazione, un passo alla volta, e alla parte pratica viene associata sempre la spiegazione teorica di quello che stiamo facendo e di come funziona quella parte di React.

Tutto questo processo si può compiere in autonomia, ma avere qualcuno a cui chiedere un consiglio o un’opinione su quello che si sta facendo può fare la differenza: per questo esistono molte community italiane e internazionali dedicate a cui partecipare.

Immagine di apertura di AltumCode su Unsplash.

L'autore

  • Alessandro Miliucci
    Alessandro Miliucci è uno sviluppatore software. Ha una grande esperienza nella gestione di progetti e nello sviluppo di architetture, front-end e back-end, in particolare con tecnologie JavaScript. Ha fondato e poi venduto una startup del settore ecommerce. Ha collaborato allo sviluppo della prima challenger bank italiana, Hype. Partecipa abitualmente come speaker a conferenze di settore.

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