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Se vendi online, devi farti amica la SEO

26 Giugno 2019

Se vendi online, devi farti amica la SEO

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Che sia un e-commerce o, soprattutto, un marketplace come Amazon, comparire in cima all’elenco delle ricerche è indispensabile per qualsiasi attività.

Devi considerare la SEO perché tutto comincia da una ricerca

Le persone iniziano senz’altro il loro percorso di acquisto in rete da una barra di ricerca, attraverso la quale esprimono una loro esigenza che può essere generica oppure specifica; farsi trovare nella classifica delle proposte è una componente essenziale per iniziare il processo che accompagnerà le persone alla conversione finale.

La SEO ti permette di provare ad apparire quanto più in alto possibile, mostrandoti alle persone nella vetrina dei risultati di ricerca, sia essa su un motore di ricerca come ad esempio Google o Bing, oppure su Amazon.

Non si può prescindere dall’ottimizzare i contenuti del proprio sito web o le schede prodotto su Amazon allo scopo di raggiungere le posizioni di maggiore visibilità; è condizione necessaria lavorare in tal senso, tenendo però presente le dinamiche che stanno alla base dell’uno e dell’altro sistema di vendita e percorsi di conversione che, come vedremo, sono diversi.

Vendere online su Amazon è diverso da vendere su un e-commerce

Tra Amazon e le piattaforme di e-commerce c’è una differenza sostanziale. Una persona che effettua una ricerca su Amazon sa di che cosa ha bisogno, pertanto cerca subito un prodotto o al massimo una categoria di prodotti, ben sapendo che il suo bisogno può essere assolto dopo l’acquisto.

Un e-commerce ha chiaramente come obiettivo principale la vendita dei propri prodotti, ma potrebbe dover assolvere anche ad intenti anche molto distanti dall’acquisto, che quindi non trovano risposta in una scheda prodotto o una pagina di categoria, ma piuttosto in pagine dove reperire informazioni che potrebbero solo successivamente influenzare un acquisto. In tal senso quindi con un e-commerce si lavora in tutto il processo, dalla ricerca di informazioni alla fase finale di acquisto del prodotto; su Amazon ci si concentra invece sulla fase finale.

Un’altra differenza evidente di Amazon rispetto ad altre forme di vendita online è la barriera di ingresso che la Buy Box può rappresentare. Mentre domani mattina potrei decidere di comprare un dominio e aprire il mio e-commerce senza troppi ostacoli, se decido di iniziare a vendere dei prodotti su Amazon da zero non riuscirò ad ottenere la Buy Box, quindi nemmeno a fare pubblicità a pagamento su Amazon per dare un primo calcio di inizio alle vendite e innescare un meccanismo virtuoso passando per l’ottimizzazione delle schede prodotto. Questo problema si può risolvere in diversi modi, uno tra i quali adottare già da subito la logistica di Amazon F.B.A., ma è in ogni caso un limite su cui riflettere rispetto ad altre piattaforme di vendita online.

Ricorda che non esistono solo i desktop

Da qualche anno le ricerche da dispositivi mobile hanno superato quelle da desktop e già da tempo anche Google stesso insiste sulla necessità di avere un sito adatto alla visualizzazione su non-desktop (che vuole dire anche interfacce vocali, wearable eccetera). Ecco che quindi le scelte da fare sin dall’inizio dello sviluppo del progetto per forza di cose devono andare nella direzione di garantire ovunque la fruibilità dei contenuti, sia in termini di ciò che la persona vede, ma soprattutto della velocità con cui vengono visti.

Amazon lo sa bene. Ha lavorato molto sul tema delle prestazioni con l’obiettivo di ridurre i tempi di caricamento delle proprie pagine (sia web che nell’applicazione) per alzare il tasso di conversione, dimostrando la correlazione tra i due elementi. Ecco che quindi è necessario che i proprietari di siti e-commerce facciano lo stesso, poiché garantire elevate performance di caricamento significa avere più chance che le persone comprino.

Argomento diverso è il tema della ricerca vocale, dove la sfera delle parole chiave che utilizziamo si amplia notevolmente. Quando interagiamo con Siri, con Alexa, con Google Assistant o qualsivoglia altro strumento non utilizziamo lo stesso approccio di quando scriviamo sulla barra di ricerca, ma tendiamo a fare domande, composte da 4-5 parole o più. A fronte di una domanda il dispositivo non ci proporrà una classifica di risultati, ma ci darà LA risposta che, in un ipotetico processo di acquisto, corrisponderà ad un unico prodotto da acquistare. E come faremo noi a garantirci un posto da vincitori? Non basterà più avere un contenuto perfetto con meta tag ottimizzati e un sito superveloce; sarà inevitabile spingere i nostri prodotti con i link, ad oggi il fattore di ranking più importante che può fare davvero la differenza.

Ad oggi comunque la ricerca vocale è principalmente utilizzata per avere informazioni di vario genere, ma in ottica futura possiamo provare a fare un ragionamento: una chiave di ricerca composta da 4-5 o più parole per sua natura è anche molto più specifica rispetto ad una parola chiave generica. Questi dispositivi e i motori che li governano avranno l’arduo compito di diventare bravi ad individuare LA risposta ai nostri bisogni. Stanno crescendo di giorno in giorno, è molto probabile che lo diventino e noi dobbiamo essere pronti a farci trovare, costruendo una strategia SEO basata su contenuti, miglioramento delle performance, ma soprattutto link building.

Un corso per rispondere a tante domande in tema SEO

A settembre terrò il mio primo corso con marchio Apogeo, per il quale ho già scritto libri come Google SEO e Amazon SEO.

Il corso vuole dare una visione di insieme su come diverse leve, per l’appunto Amazon e Google, possono e soprattutto devono essere combinate tra loro per ottenere il massimo profitto da un progetto di vendita online. Alcuni concetti riportati nei due libri che ho scritto verranno riproposti, ma l’obiettivo sarà armonizzarli insieme per aiutare i corsisti a comprendere i benefici che Google e Amazon insieme possono portare ai progetti di vendita online.

La risposta più difficile: prevedere l’esito di una azione SEO

Mi piace ricevere domande dai corsisti, perché contengono sempre spunti interessanti e aiutano anche me, tanto a guardare le cose da una prospettiva diversa quanto a crescere ed imparare metodi nuovi per arricchire le mie lezioni.

C’è una domanda, però, che stuzzicherebbe la mia attenzione a settembre e riguarda l’ambito delle previsioni:

Come possiamo prevedere quanto ci faranno guadagnare le attività SEO che mettiamo in campo in termini di visibilità organica?

La risposta, com’è consuetudine nella SEO, non è per niente scontata né tantomeno certa, considerando la difficoltà di avanzare ipotesi in quest’ambito che sappiamo non essere una scienza esatta. Esistono però diversi metodi per provarci, anche se i numeri che ne deriveranno non potranno essere scolpiti sulla pietra, a causa della numerosità dei fattori da considerare e a volte impossibili da prevedere. Basti pensare che, se domani ricevessimo una notifica di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo da parte di Google, potremmo essere costretti a rivedere le stime.

Ciò che conta in questo caso sarà il ragionamento che sta alla base, il metodo con cui si è arrivati a definire un determinato numero piuttosto che un altro.

In generale c’è comunque molta confusione sulle previsioni di crescita del traffico organico, a volte la questione viene anche banalizzata. L’obiettivo finale sarebbe prima di tutto quello di fare chiarezza.

Il futuro della SEO per la vendita online

Durante il corso parlerò anche di dove va, o potrebbe andare, la SEO. Come di consueto, l’argomento è un’incognita; se fosse noto, occuparsi di SEO non sarebbe una professione. 🙂

Avanzeremo ipotesi in funzione di quelle che sono stati i progressi sia di Google che di Amazon, per cercare di intuire quali saranno le nuove frontiere della vendita online. Sarà quindi inevitabile parlare di ricerca vocale che, come detto prima, sta entrando nelle nostre case e nelle nostre vite in maniera preponderante, ma anche e soprattutto di immagini: entrambi i colossi americani hanno fatto passi da gigante su questo fronte. Basti pensare a Google Lens e Amazon Photos, che ti permettono di cercare ciò che vedi.

Approfondiremo come le immagini e la loro ottimizzazione possono aiutarci ad essere più visibili nei motori di ricerca, spingendoci un pizzico più in avanti rispetto ai temi più comuni come peso, dimensioni, attributo ALT eccetera.

Tutto quindi va nella direzione di ottenere le risposte alle proprie esigenze (e acquistarle) nel minor tempo possibile, con ogni mezzo noi abbiamo e avremo a disposizione.

Per fare buona SEO contano sia l’intuito che l’analisi

Di sicuro la fase di analisi è essenziale per comprendere al meglio tutte le caratteristiche e le sfaccettature di un determinato ambito di vendita. L’intuizione però non va sottovalutata; potrebbe essere l’elemento del progetto che fa la differenza e convince le persone a scegliere noi piuttosto che i nostri competitor.

Definire bene il bagaglio di competenze e talenti di un buon professionista SEO è un altro obiettivo che sarà interessante svolgere nella giornata del corso. Ci vediamo lì?

L'autore

  • Marco Ziero
    Marco Ziero si occupa di pianificazione e progettazione di strategie di visibilità online. Negli anni ha sviluppato un metodo di lavoro olistico che abbraccia web marketing, web design, analisi di mercato e misurazione dei risultati, focalizzandosi sulle dinamiche della comunicazione in Rete, il posizionamento nei motori di ricerca, l'advertising. È socio di MOCA Interactive e svolge attività di formazione in corsi, master universitari e workshop.

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