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Leadership e determinazione hanno portato a Canva

13 Novembre 2023

Leadership e determinazione hanno portato a Canva

di

Melanie Perkins, creatrice del famoso sito di graphic design, ha unito leadership e determinazione alla fiducia in sé e a dare sempre il 100%.

Come passare dal nulla a 600 dipendenti con leadership e determinazione

    Non è mai troppo tardi per esercitare il potere della determinazione.
    — Melanie Perkins

    Oggi chiunque, ovunque, può diventare graphic designer grazie a Canva, una piattaforma di progettazione grafica potente e facile da usare, che può essere utilizzata per creare una vasta gamma di contenuti visivi, dai post di Instagram ai loghi aziendali, dai siti web agli sfondi di Zoom. A oggi, la piattaforma ha prodotto oltre 10 miliardi di design e vanta oltre 60 milioni di utenti mensili in 190 paesi.

    Quella di Canva è una storia stimolante, che narra come una giovane donna determinata ha superato le perplessità per dare vita alla sua visione.

    Melanie Perkins, figlia di un’insegnante nata in Australia e di un ingegnere malese di origini filippine e srilankesi, dimostrò un talento per l’imprenditorialità sin dalla tenera età, lanciando a soli 14 anni la sua prima attività di vendita di sciarpe fatte a mano nei negozi e nei mercati della sua città natale, Perth. Quell’esperienza accese il suo desiderio di dare vita a un’impresa.

    Perkins era ancora adolescente – aveva solo 19 anni – quando le venne l’idea di ciò che nel 2007 divenne Canva. Mentre studiava comunicazione e commercio all’Università dell’Australia Occidentale, insegnava ad altri studenti a utilizzare i programmi di progettazione informatica di base. La consapevolezza che questi programmi erano complessi e costosi la spinse a rendere il design accessibile a tutti.

    Perkins abbandonò l’università e, con il suo fidanzato (ora marito) Cliff Obrecht, decise di testare l’idea di semplificare il processo di progettazione. La coppia iniziò rivolgendosi al mercato di nicchia degli annuari scolastici, lavorando dal soggiorno della madre di lei. La loro startup di progettazione grafica, Fusion Books, divenne la più grande azienda di annuari in Australia e si espanse in Francia e Nuova Zelanda.

    Leggi anche: Sviluppare la leadership esemplare: segreti e tecniche

    Anche se gli affari andavano bene, Perkins e Obrecht avevano sogni ancora più grandi: volevano applicare la tecnologia di progettazione che avevano costruito a una base molto più ampia, ben al di là del mercato degli annuari, in modo che potesse essere potenzialmente utilizzata da chiunque e ovunque per creare progetti professionali. Fu così che nacque Canva.

    Perkins si rese conto che avrebbe avuto bisogno di finanziamenti per realizzare la sua visione di costruire una piattaforma di progettazione grafica su larga scala, con l’obiettivo di consentire alle persone di tutto il mondo di creare i propri progetti professionali. Nonostante lei credesse appassionatamente nei meriti della sua idea, gli investitori con cui parlò inizialmente non erano poi così convinti: in un post su LinkedIn, il consigliere di amministrazione di Harvard Martin Roll spiegò come, durante la ricerca del capitale di rischio, la proposta di Perkins venne respinta dagli investitori più di cento volte.

    Rendendosi conto di dover affrontare una battaglia in salita, Perkins adottò alcune strategie creative per cercare di ottenere finanziamenti. Tra le altre cose, imparò a fare kiteboarding nel tentativo di attirare investimenti da un gruppo di venture capitalist appassionati di questo sport, che comprendeva il famoso angel investor Bill Tai. Fece anche in modo di imparare dal rifiuto: quando un investitore poneva una domanda difficile, o chiariva il motivo per cui rifiutava di investire nella sua attività, riesaminava la sua presentazione affinché rispondesse alla domanda o risolvesse il problema alla base del rifiuto.

    Alla fine la sua perseveranza – e la volontà di dedicarsi al kiteboarding – diede i suoi frutti: tre anni dopo, Perkins e Obrecht si assicurarono il loro primo investimento, ottenendo 3 milioni di dollari in due tranche nel 2012 e nel 2013, inclusa una sovvenzione corrispondente da parte del governo australiano. Tra gli investitori c’erano Tai e Lars Rasmussen, co-fondatore di Google Maps. Canva venne lanciato nell’agosto 2013, quando era ormai salito a bordo anche il terzo cofondatore della società, l’ex Googler Cameron Adams. Adams, in seguito, ammise che il giovane trio non aveva la più pallida idea di come si gestisse un’azienda.

    Dal pesce piccolo al pesce grande

    Fortunatamente, il lancio di Canva coincise con l’ascesa dei social media e degli autori che si preoccupavano della loro presenza visiva su piattaforme come Instagram e Twitter. Nel 2014, 600 mila utenti avevano creato 3,5 milioni di progetti utilizzando Canva e la piattaforma stava decollando nell’enorme mercato cinese. Canva aveva sede a Sydney dal 2012 e nel 2014 aveva aperto un ufficio a Manila, la capitale delle Filippine. Nel 2018, Canva acquisì lo status di unicorno (startup privata con una valutazione di oltre un miliardo di dollari) dopo avere raccolto 40 milioni di dollari in un round di finanziamento.

    Attualmente, la grande sfida della società è conquistare il mercato delle grandi imprese, poiché Canva è ancora prevalentemente utilizzato da privati e piccole e medie imprese. In quest’ottica ha lanciato Visual Worksuite, una serie di strumenti professionali che possono essere utilizzati per creare documenti, siti web e visualizzazioni collaborative dei dati: in questo modo, sta mettendo direttamente in discussione l’egemonia di strumenti di lavoro consolidati come Adobe, Google Docs e Microsoft Office.

    L’espansione di Canva non fu priva di difficoltà. Nel maggio 2019 un hacker violò i suoi sistemi e scaricò 139 milioni di nomi utente e indirizzi e-mail: questa violazione dei dati su larga scala comportò un aumento significativo degli investimenti nella sicurezza delle informazioni da parte dell’azienda.

    Business leader del terzo millennio, di Sally Percy

    Dietro ogni impresa c’è la vicenda unica di un individuo che ha saputo trasformare l’ambizione in realtà, superando la concorrenza attraverso innovazione, leadership e determinazione.

    Nonostante l’espansione, l’azienda resistette al richiamo di un trasferimento nella Silicon Valley, mantenendo la sua sede in Australia: in effetti, Perkins ha dichiarato pubblicamente che la società non ha alcuna intenzione di trasferirsi altrove. Tuttavia, vorrebbe vedere il paese investire per far crescere la propria forza lavoro tecnologica e garantire che le persone studino materie tecnologiche fin dalla giovane età.

    Perkins è tuttora CEO di Canva, che nel settembre 2021 fu valutata 40 miliardi di dollari. Forbes ha stimato il suo patrimonio netto in 3,6 miliardi di dollari a gennaio 2023. Tuttavia, è palese che Perkins non consideri la sua attività semplicemente come un mezzo per accumulare ricchezze: Se l’intera faccenda riguardasse la realizzazione di denaro, sarebbe la cosa meno stimolante che potrei immaginare.

    In effetti, Perkins è nota per i suoi forti principi filantropici: lei e Obrecht detengono una partecipazione del 18 percento in Canva e si sono impegnati a trasferire più dell’80 percento della loro partecipazione alla Canva Foundation for Charitable Causes. In una dichiarazione la coppia ha affermato:

    Abbiamo questa convinzione estremamente ottimista che nel mondo ci siano abbastanza soldi, buona volontà e buone intenzioni per risolvere la maggior parte dei problemi del pianeta. Sentiamo che non è solo una grande opportunità, ma una responsabilità importante, e vogliamo trascorrere la nostra vita lavorando per questo.

    Alla fine, i valori di Canva sono un’incarnazione degli stessi valori che la sua fondatrice aveva quando sviluppò l’idea dell’azienda, ormai molti anni fa. I suoi obiettivi sono rendere semplici le cose complesse, fissare grandi traguardi e raggiungerli, essere una forza che lotta per il bene e responsabilizzare gli altri.

    Determinazione e leadership: i segreti del suo successo

    Perkins attribuisce il suo successo alla fiducia in se stessa e all’impegno al 100 percento in qualsiasi cosa scelga di fare. Come ha dichiarato al Sydney Morning Herald nel 2015,

    In tutto ciò che ho fatto nella mia vita, che si trattasse di un incarico scolastico o di uno sport, ho riversato il mio cuore e la mia anima. Penso che sia una cosa molto importante, soprattutto quando si considera ciò che si vuole fare nella vita. La fiducia in se stessi è fondamentale.

    Perkins dà molto valore anche alla comunicazione. In un Q&A con la rivista Entrepreneur nel 2019 dichiarò:

    Una buona capacità comunicativa è una delle caratteristiche più importanti di un buon leader, tanto quanto aiutare il team a prendere decisioni corrette per il raggiungimento degli obiettivi.

    Perkins è nota per la sua modestia e il suo approccio di leadership alla mano: pranza con i suoi dipendenti e si descrive non come il capo di 600 dipendenti, ma come un individuo al servizio di 600 persone. Si impegna molto ad aiutare i suoi team a sviluppare il loro potenziale e il successo di Canva è quasi certamente legato alla struttura organizzativa agile dell’azienda, che dispone di un certo numero di team piccoli e competenti con la responsabilità del proprio lavoro, che possono così massimizzare i risultati dei loro sforzi creativi.

    A Henry Ford, fondatore di Ford Motor Company, è spesso attribuito il detto: Se avessi domandato alle persone cosa volessero, avrebbero chiesto dei cavalli più veloci. Questo atteggiamento nei confronti dell’innovazione è condiviso anche da Perkins, che ha dichiarato a Entrepreneur:

    Non credo che si possa chiedere ai propri utenti o clienti che cosa si dovrebbe crea­re. Se avessi domandato agli studenti di design a cui insegnavo all’università cosa desideravano, avrebbero chiesto miglioramenti incrementali al software di progettazione che già stavano usando.

    Perkins non è il tipico fondatore di un’azienda tecnologica unicorno: non è un maschio, non è bianca e non ha la propria sede nella Silicon Valley. Questo probabilmente spiega perché ha scelto di scrivere un libro su cosa significhi essere un outsider nella vita, offrendo i propri consigli ad altri individui in una posizione simile. Il suo consiglio principale è: Non preoccuparti delle persone diverse da te. In un blog per SmartCompany affermò:

    Ci sono un certo numero di persone in questo mondo che sono arcaiche e di mentalità ristretta, e non c’è quasi nulla che possiamo fare al riguardo. Sappi solo che ci perdono loro se non vogliono avere niente a che fare con te.

    Nel blog, Perkins offrì una serie di preziosi suggerimenti per mantenere una mentalità positiva: tra questi vi sono concentrarsi sui propri obiettivi, occuparsi delle cose che si possono correggere, piuttosto che di quelle che non si possono controllare, credere in sé stessi e cercare persone simili a sé. Non sorprende che abbia anche sottolineato l’importanza della determinazione di fronte alle avversità, considerandola come una superpotenza magica per tutta la sua vita: Se fosse facile, probabilmente non varrebbe la pena farlo.

    Lezioni di leadership di Melanie Perkins

    Poniti l’obiettivo più grande possibile.
    Più il tuo obiettivo è colossale, più ti impegnerai per raggiungerlo e più riuscirai a ottenere.

    Fai ciò che ti appassiona.
    Quando fai qualcosa che ami, ti impegni maggiormente e conquisti maggiori possibilità di successo.

    Continua ad andare avanti, non importa quante volte ti senti dire di no.
    Se credi nel tuo sogno, puoi realizzarlo.

    Apprezza tutti i feedback che ricevi, positivi e negativi, così da poter migliorare la tua attività o il tuo progetto e tornare più forte la prossima volta.

    Rendi consapevoli i tuoi dipendenti affidando loro la responsabilità del lavoro.
    Tale responsabilità permetterà loro di sperimentare, innovare e imparare sia dai successi sia dai fallimenti.

    Questo articolo richiama contenuti da Business leader del terzo millennio.

    Immagine di apertura di Alexander Mils su Unsplash.

L'autore

  • Sally Percy

    Sally Percy è giornalista freelance e autrice specializzata nel settore economico-finanziario. Redattrice di Edge, la rivista ufficiale dell'Institute of Leadership & Management, collabora con Forbes e scrive per numerosi giornali tra cui The Telegraph e The Times.

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