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Scegliere un corso: 3 domande per chiarirsi le idee

05 Giugno 2019

Scegliere un corso: 3 domande per chiarirsi le idee

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Capire quando un corso è quello giusto può essere un grande investimento. Attenzione al docente, ai contenuti e al contesto.

Sono una di quelle persone che crede nel potere della formazione e dell’auto-formazione. Mi pace studiare, leggere, imparare sempre cose nuove. Sono stata corsista in diverse occasioni in aula e online. Ho tenuto un workshop. Ho partecipato all’organizzazione dei quattro corsi che abbiamo portato in aula con Apogeo a novembre. Interessandomene, inoltre, ho finito per essere in target di millemila campagne che mi hanno proposto attività di formazione più o meno interessanti, più o meno serie, più o meno costose.

Tutto questo mi ha dato modo di riflettere e mi è venuta voglia di condividere gli elementi che secondo me ha senso valutare quando si sceglie un’attività di formazione e di conseguenza, le caratteristiche della formazione che vorrei.

1) Sei in sintonia con il docente?

La prima cosa da valutare è chi avrai di fronte. Sembra scontato? In effetti lo è. Ma il messaggio che vorrei mandare è: non badiamo solo a quanto il docente sia popolare.

Insegnare, infatti, nasconde un’insidia. Viene naturale concentrarsi sui contenuti: i temi, l’aggiornamento, le tecniche. E va bene, ha senso farlo. Il problema è che (quasi) nessuno ti insegna a insegnare; (quasi) nessuno ti fa riflettere sul fatto che con il tuo contributo hai un impatto sulla vita delle persone e questo è un grande potere che porta con sé anche grandi responsabilità.

Cadere nella trappola di centrarsi su se stessi, insegnare solo per dimostrare la propria competenza, cultura e alimentare così la propria popolarità significa spesso non prendersi la responsabilità di selezionare, semplificare, ascoltare. I docenti che mi piacciono, quando guardano la classe, vedono un gruppo di colleghi da aiutare, guidare e ispirare. Essere un bravo insegnante richiede impegno, umiltà e una dose massiccia di consapevolezza.

Il problema con i docenti è che per sapere con certezza quale sia il loro stile di insegnamento bisogna essere seduti nella loro aula, e ormai è troppo tardi. Si possono però raccogliere indizi online: le recensioni di chi ha già partecipato a un loro corso (anche se non è detto che tu condivida le necessità e i gusti degli altri); gli interventi che ha tenuto ai convegni; ma soprattutto è importante capire se sei in linea con il suo approccio: quale posizione prende sugli aspetti più controversi? Parla più spesso di strumenti o di metodo? Sono tutti indicatori utili.

2) Che cosa ti serve?

Filtro numero uno: evitare l’approccio ti svelo i segreti del mio successo. Innanzitutto segreti non ce ne sono mai, al più qualche tattica. Così come non è possibile pensare di ricalcare le orme di qualcun altro sperando che ci portino alla stessa meta. È chiaro a tutti che oggi più che mai l’iper-semplificazione, la polarizzazione, la scorciatoia attira l’attenzione. A me – ed è l’approccio Apogeo di fare le cose – piace pensare che proprio per questo sia importante aiutare le persone a non spaventarsi di fronte alla complessità, ad andare a fondo.

Filtro numero due: quali sono i tuoi obiettivi? Vuoi imparare concretamente come fare qualcosa? Hai bisogno di aggiungere una riga al tuo curriculum? Ti serve inquadrare un fenomeno generale che non riesci a capire?

Partire da te è fondamentale, perché l’offerta là fuori è sterminata e il tempo poco: ci sono corsi su qualsiasi cosa e molti sembrano fatti con lo stampino. La maggior parte sembra voler ficcare a forza tutto lo scibile umano in 8 ore. Decidere quale taglio dare a un corso è difficile. Fa paura l’idea di escludere qualcuno potenzialmente interessato, cacciandosi in una nicchia troppo piccola per essere sostenibile. Risultato: grandi infarinate generali. È quello che ti serve? Bene. Altrimenti, scegliere chi ha avuto il coraggio di scegliere: è già una scelta.

3) Hai valutato il contesto?

Ambiente formale o informale? In aula o online? Aula magna o piccolo gruppo di lavoro? Durata di una giornata o di un semestre? Prezzo alto o basso? Spesso, nella comunicazione del corso, questi sono i meccanismi su cui ci si concentra di più. Io, per esempio, lo valuto solo in un secondo momento, quando ho deciso che il docente e i contenuti fanno proprio al caso mio.

La formazione che vorrei è quella che mi apre la mente, mi mostra qualcosa che prima proprio non riuscivo a vedere, mi fa venire voglia di mettermi subito al lavoro. Ne parliamo insieme?

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